È bastato un murales dedicato a Mourinho da parte di qualche tifoso della Roma giallorossa per ricordarci, nel caso ce ne fosse ancora bisogno, che la Piaggio Vespa è ancora un simbolo inconfondibile dell’italianità nel mondo. Un mito probabilmente cominciato nel 1953 con Gregory Peck e Audrey Hepburn in “Vacanze Romane” e che ha negli anni stregato un numero sconfinato di ammiratori in Italia e in giro per il mondo. Non è un caso, infatti, che lo stesso allenatore, sicuramente colpito dalla dimostrazione di affetto della sua nuova tifoseria, abbia ricevuto in dono dal suo nuovo presidente Ryan Friedkin una Vespa bianca targata “JM” non appena arrivato nella capitale. Ma se è vero che la Vespa viene da tempo celebrata all’estero, noi italiani, storicamente molto fieri di tutto ciò che riguarda il “made in Italy”, quanto sappiamo della leggendaria motocicletta targata Piaggio? Sì, perché forse siamo talmente abituati a vederla per le strade della nostra città da darla quasi per scontata. Un po’ come lo chef che non conosce nel dettaglio la storia dei piatti più nazionalpopolari o dello sportivo che non si è mai chiesto come vengano costruiti  gli accessori necessari per lo svolgimento della sua disciplina. Non temete, siamo qui in vostro aiuto.

La nascita

Ufficialmente nata nel 1946 grazie al talento dell’ingegnere aeronautico Corradino D’Ascanio (inventore anche del primo elicottero Augusta e del primo “scooter” per quella che sarebbe poi diventata la Lambretta), la Vespa ha avuto la fortuna e il merito di comparire sul mercato in un momento, quello del secondo dopo guerra, dove si percepiva la netta voglia di rivalsa e di ripartenza. La capacità di saper rappresentare questo spirito popolare, unita alla semplicità della sua linea e all’efficienza delle sue prestazioni, ha fatto sì che l’invenzione del Generale D’Ascanio, in collaborazione con Enrico Piaggio, fosse da subito un successo senza precedenti sia per il mondo dei motori che per quello del lifestyle. Il primo modello mai prodotto era equipaggiato di un motore da 98cc, e la leggenda narra che proprio Enrico Piaggio nell’analizzare la linea aerodinamica sia sbottato in un: “Pare una Vespa”. Da lì sarebbe quindi nato il nome che tutt’ora accompagna la nota motocicletta.

Dagli anni ’60 a oggi, la Vespa come scelta stilistica

Ufficialmente nata tra la fine degli anni ’40 e l’inizio dei ’50, è però nel decennio successivo che la Vespa si consacra come uno degli oggetti stilisticamente più ricercati del mondo. Sono gli anni del cambiamento, delle rivoluzioni giovanili e delle grandi innovazioni culturali. Proprio in questo contesto intellettualmente rigoglioso, il motorino della Piaggio sembra rapidamente diventare una dichiarazione di appartenenza a quei movimenti giovanili che stanno rapidamente cambiando la geografia culturale delle più importanti città europee. Il modello più celebre? Ovviamente la storica Vespa GS, ancora meglio se accessoriata ai limiti dell’inverosimile e accompagnata da celebre casco “Nazioni”, quello, per intenderci, raffigurante la bandiera della nazione di appartenenza. Il legame tra l’iconica motocicletta e il mondo del fashion ha poi vissuto una “seconda giovinezza” a partire dagli anni 2000. Sono moltissimi i marchi che in tempi recenti hanno scelto di creare capsule collection “limited edition” in collaborazione con il marchio Vespa. Tra i più celebri si segnalano Armani, Christian Dior, Dolce e Gabbana e Vivienne Westwood.

L’ultimo gioiello per celebrare il 75esimo anniversario.

Tra i grandi meriti della Piaggio c’è sicuramente l’abilità di sapersi adattare ai tempi che cambiano, senza però mai snaturare quella linea inconfondibile che ha nei decenni reso la Vespa la motocicletta più riconoscibile del mondo. Proprio in quest’ottica è stata annunciata quest’anno la  “Vespa 75th anniversary special edition” nei modelli Primavera 125 e GTS 125 e 300. A renderla ancora più unica l’utilizzo del colore ribattezzato dal brand “Giallo 75th”: un giallo dalle nette tinte metalliche che punta ad imitare uno dei colori più in voga degli anni ’40. Attenzione però, questo modello da collezione potrà essere acquistato solo nel 2021 e, nel caso in cui serva un ulteriore incentivo, tutti gli acquirenti riceveranno una specialissima sciarpa di seta per essere, citando un famoso film dei Vanzina, “subito in pole position” per il prossimo raduno vicino a casa.